giovedì 7 agosto 2014

USA: GENITORI PIÙ LONGEVI? IL MERITO È DEI FIGLI STUDIOSI


Una recente pubblicazione di due sociologi, Esther Friedman della RAND Corporation e Robert Mare dell’UCLA, pretende di dimostrare che i genitori dei ragazzi che hanno frequentato l’università, o la stanno frequentando, vivrebbero circa due anni in più dei genitori dei giovani che hanno interrotto i loro studi dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore.

Friedman e Mare hanno esaminato più di 25.000 individui, ovvero un campione rappresentativo (dal 1992 al 2006) a livello nazionale di americani di età dai 51 anni in poi. Grazie a questo studio hanno scoperto che l'effetto dell'educazione dei bambini sulla speranza di vita dei genitori non era solo una coincidenza.

Gli autori sostengono che il rapporto tra l'educazione dei figli e la durata della vita dei genitori ha una correlazione maggiore, ad esempio, per le morti legate a fattori comportamentali e alle malattie che si possono prevenire. Questo suggerisce che i giovani con una istruzione universitaria sono in grado di influenzare il comportamento dei loro genitori in modo positivo. Proprio secondo questo principio i parenti di questi ragazzi vivrebbero, dunque, più a lungo. Una prole, infatti, colta e preparata può migliorare e accrescere le aspettative di vita dei rispettivi genitori.

(Foto fonte: www.nytimes.com)
 
 

lunedì 21 luglio 2014

REGNO UNITO, DIETRO LE SBARRE I GENITORI POCO AFFETTUOSI


Si prospettano tempi duri per i genitori inglesi che non coccolano abbastanza i propri figli. Per la prima volta nel Regno Unito, infatti, i genitori accusati di “negligenza affettiva” verranno perseguiti per legge. L’ipotetica norma, meglio conosciuta come “Cinderella Law", è ancora al vaglio del Parlamento inglese e, se sarà approvata, sarà trattata come l'abuso fisico o sessuale.

 

La “Legge Cenerentola”, che sembra godere dell’appoggio della maggioranza delle forze politiche, è stata promossa dall'associazione per l’infanzia Action for Children. Secondo alcune statistiche dell’organizzazione, che nel 2012 ha lanciato una campagna per riformare il diritto penale, sono circa un milione e mezzo i bambini britannici che soffrono di abbandono. Il dibattito sulla proposta di legge è abbastanza acceso e controverso perché si rischierebbe di criminalizzare i genitori anche per delle colpe non definibili come veri e propri reati. E’ notevole, infatti, la differenza tra un abuso fisico e una carenza di affetto.

 

Il provvedimento potrebbe prevedere fino a dieci anni di carcere per i familiari ritenuti colpevoli di aver causato danni allo “sviluppo emozionale” del proprio bambino. Il fine della norma sarebbe di proteggere i minori soprattutto da "insufficienza d'amore". Ma il confine tra un’ingiustificata intrusione nella vita familiare e una punizione per genitori artefici di maltrattamenti emotivi e morali è ancora molto difficile da definire.


venerdì 11 luglio 2014

COLOMBIA, COSTRUITA LA CASA DEI FLINTSTONES


Sembra proprio che la famosa casa dei Flintstones esista davvero. L’abitazione è stata costruita in Colombia dall’architetto sessantaquattrenne Ottavio Mendoza con l’obiettivo di sperimentare nuove tecniche architettoniche. La casa è stata edificata vicino alla cittadina Villa de Leyva ed è stata definita come “il più grande pezzo di ceramica del mondo”. La singolare costruzione si chiama Casa Terracotta ed è stata creata esclusivamente a mano utilizzando argilla poi cotta dal Sole. Per la sua forma insolita e per i materiali utilizzati, gli abitanti della zona l’hanno soprannominata “la casa dei Flintstones”. A dispetto del suo soprannome, Casa Terracotta è munita di vari accorgimenti tecnologici come i pannelli solari posizionati sul tetto. L’aspetto della costruzione è, comunque, spartano e anche un po’ fiabesco. Vista dall’esterno, infatti, la casa sembra un cottage di campagna, mentre all’interno gli spazi non sono suddivisi in maniera netta ma formano un ambiente unico. L’arredamento non può che essere tutto realizzato in argilla. A detta dell’architetto Mendoza, che si definisce anche un attivista ambientalista, è possibile “usare lo stesso suolo e i materiali a portata di mano per costruire abitazioni”. Questo vuol dire che “un sistema di questo tipo può dare un tetto a milioni di famiglie”. I visitatori sono ben graditi. Si può, infatti, fare un giro guidato della casa alla cifra di 3,50 dollari.
 




 

martedì 1 luglio 2014

IN CINA E NELLE FILIPPINE SI PUÒ MANGIARE IN ACQUA


Di certo essere waterproof, ovvero “a prova d’acqua”, non è la caratteristica principale di questi luoghi, ma la freschezza e il ristoro che offrono nelle giornate estive più torride è davvero impagabile.

Nelle Filippine esiste un villaggio turistico dove è possibile mangiare ai piedi di una cascata. Si tratta di Villa Escudero che, grazie al suo ristorante posizionato proprio accanto alle pendici di una cascata, attira tanti turisti e non solo. Il pranzo e la cena sono serviti su tavoli di bambù fissati a pochi centimetri dall’acqua. Il successo del ristorante è notevole grazie alla possibilità di gustare piatti tipici filippini al fresco e in un’ambientazione molto particolare.

Anche in Cina esiste un ristorante simile. Precisamente nel sud della Cina, dove le temperature estive possono toccare facilmente i 40 gradi, è stato inaugurato il “Caffè del Fiume”. Questo ristorante è caratterizzato dal fatto che i tavoli sono collocati all’interno del corso di un piccolo fiume del luogo, in un’area dove l’acqua è bassa e all’ombra della vegetazione. Obiettivo del locale è offrire ai propri clienti la possibilità di “rifugiarsi” in un posto fresco dove poter mangiare senza soffrire il caldo.
(Fonte: NOTIZIE.DELMONDO.INFO)
 

In questa foto, Villa Escudero nelle Filippine.


 
In questa foto, il "Caffè del Fiume" in Cina.

lunedì 23 giugno 2014

GROENLANDIA, L’ISOLA DOVE NON ESISTE LA PROPRIETÀ


Non si tratta di utopia ma di pura realtà. Qualche volta, infatti, l’uomo riesce a stupire se stesso, anzi, in questo caso, i suoi simili, con un atto che nell’era del consumismo sembra del tutto rivoluzionario. Per averne conoscenza, però, bisogna fare un lungo viaggio fino ad arrivare in Groenlandia, dalle parti del Polo Nord insomma. Per intenderci, ghiacciai alti decine di metri, chili di vestiario, iceberg, foche e iglù.

Qui la gente per indicare la propria casa non utilizza l’aggettivo possessivo, definendola appunto la “mia” casa, ma la proprietà viene determinata con il solo termine “casa”. Anche per presentare la propria moglie o il proprio figlio non si usa mai il possessivo perché una moglie o un figlio sono degli esseri umani che non si “possiedono”. Proprio come la “casa”, che è casa per tutti perché vista come un luogo di riparo e protezione e non come un bene materiale. Ogni abitazione non viene chiusa a chiave ma lasciata aperta perché in Groenlandia la criminalità, quasi, non esiste.

Gli unici atti criminosi sono quelli compiuti dagli ubriachi, persone che bevono solo per riscaldarsi e finiscono poi per aver esagerato ritrovandosi per strada a barcollare. Questi individui capita che commettano, ogni tanto, piccoli crimini come furti o limitati atti di violenza. Appena passa la sbornia però sono loro stessi a presentarsi al comando della zona per autodenunciarsi o restituire la refurtiva.

Se un automobilista incontra sul proprio tragitto una pozzanghera e, per sbaglio, bagna un passante è costretto a sborsare un corrispettivo di circa 500 euro per pagare la multa che gli viene fatta. E non si scappa visto che gli abitanti sono pochi e ci si conosce tutti. Comprese le targhe dei veicoli.

L’economia del Paese è, per via delle condizioni climatiche, stagnante. Prima delle campagne di Greenpeace, si esportavano carni e pelli di foca. Adesso è diventato quasi impossibile pure cacciarle. Eppure senza la preziosa carne di questo animale la gente muore letteralmente di fame. Quando, infatti, non si riesce a cacciare le foche, interi nuclei familiari sono costretti al digiuno per settimane.

I viveri che si riescono a comprare sono pochi perché ogni cosa arriva principalmente in aereo dalla Danimarca, quando le condizioni climatiche sono delle migliori. La gente del luogo è abituata a sopravvivere con quello che riesce a recuperare, senza lamentarsi e accontentandosi.

Le temperature rigide costringono, durante il periodo, si fa per dire, invernale a rintanarsi nelle case, trascorrendo il tempo guardando la tv, ascoltando la radio o giocando a ping pong.

Se poi, arriva il “caldo”, ovvero circa 3 gradi sopra lo zero, allora è tempo di uscire fuori per passeggiare nell’unica strada disponibile, ammirando le più belle sculture esistenti plasmate dai venti e dall’oceano.
 
 

giovedì 5 giugno 2014

CINA: TROVATO IL PIÙ VECCHIO PANTALONE ESISTENTE AL MONDO


Degli archeologi hanno scoperto, nella Cina occidentale, il più vecchio pantalone che esista al mondo. Datato tra il XIII e il X secolo a. C., questo esemplare è stato inventato, con molta probabilità, per montare a cavallo in maniera più agevole. L’animale, infatti, era molto utilizzato nelle steppe dell’Asia centrale, per cui si presume che questo indumento sia stato creato dai cavalieri del tempo.

Gli archeologi hanno scoperto i pantaloni dentro una tomba all’interno di un grande cimitero di ben cinque ettari situato nel deserto di Taklamakan, nella regione autonoma dello Xinjiang, nella parte occidentale della Repubblica Popolare Cinese. Taklamakan è un termine che nella lingua uigura, una specie di turco che si parla nella regione dello Xinjiang, significa: «Se ci vai, non ne esci più». Questo deserto è considerato come uno dei posti più inospitali della Terra. Nonostante ciò, il luogo è conosciuto per l’eccellente conservazione di mummie e tessuti.

Nella tomba gli archeologi hanno trovato un uomo, di circa 40 anni, circondato da numerosi oggetti in bronzo, legno, oro, pietra, conchiglia, pelle e lana. Tra i vari indumenti, è stato rinvenuto il pantalone più antico esistente finora. L’esemplare in lana è decorato con motivi a zig-zag. A detta degli studiosi, non rappresenta un capo funerario. Il cavallo del pantalone non presenta alcuna cucitura e questo fa pensare che sia stato ideato per l’equitazione.
(Foto fonte: lemonde.fr)
 
 
 

mercoledì 28 maggio 2014

IN GIAPPONE ESISTE UN CASTELLO “SULLE NUVOLE”


In Giappone esiste un castello che sembra sia stato costruito sulle nuvole. Si tratta del castello di Takeda, conosciuto come uno dei luoghi più particolari esistenti al mondo.

La costruzione si trova in cima a un colle al centro di una valle e, per la sua particolare conformazione, viene definita il Machu Picchu giapponese.

Il castello di Takeda, costruito nel 1441, è situato sulla cima di una montagna alta 335 metri. Per tale motivo è chiamato il “Castello nel cielo”.

La struttura ha cambiato proprietari molte volte fino al 1600, quando l’ultimo proprietario, il samurai Hirohide Akamatusu, compì il seppuku (il suicidio rituale) e il castello venne abbandonato.

Nonostante il luogo sia abbandonato da quattro secoli, continua ad attirare i visitatori che anzi apprezzano l’atmosfera che vi si respira, densa di fascino e mistero.

Spesso, infatti, le nuvole si accumulano appena al di sotto della vetta del colle creando l’illusione che il castello galleggi in aria.