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lunedì 9 febbraio 2015

FLORIDA, PARTORISCE UN BIMBO DI 6 CHILI. E’ RECORD.


Neppure lo aveva capito Maxxzandra Ford che stava crescendo nel suo grembo un bimbo che sarebbe arrivato a pesare 14,1 pounds, ovvero 6 kg e 300 grammi. Pensava semplicemente di essere ingrassata. Il marito, Allen Denton, però l’ha convinta a fare il test di gravidanza il cui risultato ha fatto dileguare ogni dubbio: c’era un neonato in arrivo.

Alla prima visita ginecologica, i medici del St. Joseph's Hospital di Tampa, importante città degli Stati Uniti posta sulla costa occidentale della Florida, hanno confermato che Maxxzandra era incinta di 35 settimane.

Considerato il peso della donna che aumentava più della norma, Maxxzandra era convinta di aspettare due gemelli perché lei stessa è una gemella. Si è pensato, quindi, a un parto gemellare.

Pensiero smentito al primo esame con gli ultrasuoni: in arrivo non c’erano due bambini ma uno solo il cui peso, secondo le aspettative, sarebbe stato di ben 10 pounds.

La vera sorpresa, però, è giunta al momento del parto: Ford ha dato alla luce, senza ricorrere al cesareo, un neonato di 14,1 pounds, superando tutte le previsioni. “Quando ho sentito uscire la sua testa - ha dichiarato la donna -, sapevo che il suo peso era superiore a 10 pounds”.

Il piccolo, soprannominato dal team di medici "The Big Baby", si chiama Avery Denton Ford ed è nato il 29 gennaio scorso. Sia la mamma sia il nascituro stanno bene e usciranno dall’ospedale nei prossimi giorni. Maxxzandra e il marito Allen sono genitori anche di una bambina di sei anni e di un bimbo di un anno.

Nell'ospedale della Florida dove è venuto al mondo, Avery ha battuto il record per il maggiore peso alla nascita. Nonostante il suo primato, è ben lontano dal bambino più grande mai nato secondo il Guinness World Records: un neonato di 23 pounds, circa 10 kg e 433 grammi, dato alla luce dalla canadese Ann Bates nel 1879.   
(Fonte: abcnews.go.com)

 

sabato 3 maggio 2014

FRANCIA: VIETATE LE IMPORTAZIONI DI CARNE SUINA PROVENIENTE DAGLI STATI UNITI


La Francia ha deciso di vietare le importazioni di maiali vivi e di prodotti di carne suina provenienti da Stati Uniti, Canada, Messico e Giappone, per difendersi dal virus dell’epidemia di diarrea suina (PED). La malattia ha già ucciso circa 7 milioni di maiali negli Usa.

L’epidemia di diarrea suina uccide soprattutto i suini che hanno meno di dieci giorni di vita. La PED si diffonde per contatto diretto ma anche tramite l'alimentazione animale. Resti di adulti suini, come il sangue secco infetto, possono essere incorporati in mangimi per suini e quindi trasmettere così il virus.

Se la Cina e il Giappone hanno imposto delle restrizioni sulle importazioni di carne di maiale proveniente dagli Stati Uniti, la Francia è l'unico Paese dell'Unione Europea a vietarle del tutto.

Il ministero francese ha anche chiesto ai professionisti del settore di rafforzare le misure di biosicurezza per prevenire la diffusione del virus tra il bestiame.


martedì 29 aprile 2014

STATI UNITI: ALMENO IL 4,1% DEI CONDANNATI A MORTE È PROBABILMENTE INNOCENTE


In molti Paesi la condanna a morte è stata definitivamente abolita, ma non negli Stati Uniti.
Secondo un recente studio pubblicato dalla National Academy of Sciences, almeno il 4,1 % dei condannati a morte negli Usa è probabilmente innocente. Sempre secondo l’Accademia, la situazione è ancora più preoccupante perché molti di questi incolpevoli non saranno mai rilasciati perché la loro pena è stata commutata.
 
Questo studio si basa su 7.482 condannati a morte tra gennaio 1974 e dicembre 2004, di cui il 12,6% è stato ucciso, l’1,6 % era innocente, il 4% è morto in carcere, il 46,1% è ancora in attesa della condanna e il 35,8% ha avuto la commutazione della pena in ergastolo o in una condanna meno severa.

La ricerca, senza fornire cifre troppo precise, sostiene che, con un margine di errore di oltre il 4% al momento del processo, molti dei 1.320 giustiziati dal 1977 erano innocenti.
 
La National Academy of Sciences rileva che le giurie sono comunque restie a pronunciare una condanna a morte e che, in caso di dubbi persistenti sulla colpevolezza degli imputati, preferiscono optare per l'ergastolo piuttosto che per la punizione finale. Il risultato è che la stragrande maggioranza dei condannati a morte innocenti negli Stati Uniti non viene né sottoposta a una condanna definitiva né rilasciata e si trova a vivere in carcere in un eterno stallo tra la vita e la morte.

(Foto fonte: Reuters)